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	<title>ItalyCulture:</title>
	<link>http://it.italyculture.it</link>
	<description>Notizie, eventi e curiosità sull'Italia e la cultura italiana.</description>
	<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:30:40 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Torino&#8230; dolce Torino</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2011/11/22/torino-dolce-torino/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 16:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Cucina italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Abbey School CiaoItaly - Torino.
Sito Web: www.ciaoitaly-turin.com
Giandujotto,Bicerin&#8230; sono tante le specialità che renderanno Torino “terribilmente deliziosa”. Passeggiando per i viali della “piccola Parigi” non potrete fare a meno di gustare bevande al cioccolato, piccola pasticceria e autentiche leccornie, la cui ricetta si tramanda da intere generazioni.

Simbolo internazionale della pralineria torinese e piemontese, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da Abbey School CiaoItaly - Torino.</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?abbeyita">www.ciaoitaly-turin.com</a></strong></p>
<p><em>Giandujotto,Bicerin</em>&#8230; sono tante le specialità che renderanno Torino “terribilmente deliziosa”. Passeggiando per i viali della “piccola Parigi” non potrete fare a meno di gustare bevande al cioccolato, piccola pasticceria e autentiche leccornie, la cui ricetta si tramanda da intere generazioni.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/bicerin1.jpg" /></center></p>
<p>Simbolo internazionale della pralineria torinese e piemontese, il <em>Giandujotto</em> è un cioccolatino dalla classica forma a spicchio, “tagliato a mano” con le “coltelle”. Fatto con cioccolato al latte e con la “Tonda Gentile”,  nocciola tipica delle Langhe, nasce all’inizio dell’Ottocento grazie alla sperimentazione di una nuova apparecchiatura che – impastando cacao, vaniglia, acqua e zucchero – permetteva di trasformare la cioccolata in tavolette solide. Primo cioccolatino a essere incartato, porta il nome di Gianduja, mitica maschera torinese, poiché fu immesso sul mercato nel 1865 in occasione del Carnevale. </p>
<p><a id="more-115"></a></p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/gianduiotto.jpg" alt="Gianduiotti di Torino" /></center><br />
Fotografia gentilmente concessa da Aros Comunicazione</p>
<p><em>Giacometta</em>, specialità torinese che prende il nome dalla compagna di Gianduja, è una crema fatta con nocciole tostate, cacao o cioccolato fondente, zucchero, vaniglia naturale e latte, che si può anche trovare chiara, con cioccolato bianco o solo latte, oppure bicolore, chiara e scura.</p>
<p>Il cioccolato è protagonista di altre due ghiottonerie tipicamente torinesi: il Bicerin e il Marocchino.</p>
<p>Il primo, che vanta appassionati famosi come Alexandre Dumas, Pablo Picasso ed Ernest Hemingway, che lo inserì fra le cento cose del mondo che avrebbe salvato, è una bevanda calda che viene servita in un bicerin (piccolo bicchiere in Piemontese) da cui deriva il nome.<br />
Ottenuto da una ricetta segreta, è il risultato di una particolare miscela di cacao, caffè e latte intero, che viene preparata all’istante e le cui proporzioni possono cambiare secondo il gusto. Per un ottimo bicerin, la selezione delle materie prime e la lavorazione del cacao sono la fase più delicata, il caffè e il fior di latte si preparano ancora con l’antico metodo e gli ingredienti vengono uniti caldi e lasciati riposare alcuni minuti prima di essere serviti.<br />
Anche chiamato Bicerin &#8216;d Cavour, con riferimento al fatto che il grande uomo di stato subalpino, artefice dell’Unità d’Italia e primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia, ne fosse molto goloso, era di conforto negli inverni freddi e di aiuto alla fatica mentale. </p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/bicerin.jpg" /></center></p>
<p>Caffè, una spolverata di cacao dolce in polvere, schiuma di latte e ancora altro cacao: questa è la ricetta del <em>Marocchino</em>, bevanda calda servita esclusivamente a Torino. Quando lo ordinate, ricordate di chiedere semplicemente un &#8220;marocchino&#8221; e non un &#8220;caffè marocchino&#8221; poiché deriva dal celebre Bicerin.<br />
Nato con l&#8217;avvento delle moderne macchine per il caffè a pressione, non è un banale cappuccino in piccolo con aggiunta di cacao, ma un dolce, elaborato e cremoso, il cui nome deriva dal Marocco, un tipo di pelle usata come fascia per cappelli molto di moda negli anni Trenta, di color marroncino chiaro, proprio come quello della bevanda.</p>
<p>Una leggenda invece tramanda le origini di una delle creme più popolari della tradizione torinese e piemontese, da bere o da gustare al cucchiaio: lo Zabaione o <em>Zabaglione</em> (&#8217;L Sanbajon).<br />
Si narra che fu Fra&#8217; Pasquale de Baylon (1540-1592), del Terzo Ordine dei Francescani, che si trovava a Torino per svolgere un apostolato, a inventarla per caso, unendo uova e zucchero al vino di Cipro per migliorarne il sapore.<br />
Si dice che la consigliasse in confessionale alle sue penitenti più sconsolate per dare forza e vigore ai consorti e che le donne torinesi, entusiaste, si scambiassero e consigliassero la ricetta per beneficiare del miracolo del Santo, il cui nome, in dialetto torinese, fu subito abbreviato in San Bajon (o=u). Nacque così a Torino &#8216;L Sanbajon, in seguito italianizzato in Zabaione o Zabaglione.<br />
Santificato nel 1680 da Papa Alessandro VIII, dal 1722 San Pasquale de Baylon è il Santo Protettore di tutti i Cuochi del mondo. La sua festa è il 17 maggio ed è venerato in Torino nella chiesa di San Tommaso in Via Pietro Micca. Un suo ritratto è collocato nel coro della Chiesa del Monte dei Cappuccini a Torino.<br />
Lo Zabaione, vanto della pasticceria torinese e ingrediente di alcuni tipi di Bignole, ha varcato i confini sabaudi e col tempo è diventato famoso in tutto il mondo. Negli anni Cinquanta, diede origine in Italia a noti liquori, come il Vov e lo Zabov.<br />
Ultime, ma non per bontà, sono le <em>caramelle di Torino</em>.<br />
Non tutti sanno che la parola caramella è uno squisito dono piemontese alla lingua italiana (se avesse prevalso il Toscano, oggi diremmo “pasticca”, da pasticceria).<br />
Anticamente bastoncini di zucchero di canna chiamati in latino canna mellis, bastoncino di miele, da cui deriva la parola spagnola caramel, italianizzata caramella, a partire da metà Ottocento fu a Torino che venne messa a punto la loro lavorazione, diventando con la nascita dell’industria un prodotto di largo consumo.<br />
Tipicamente torinesi sono le multicolori pastiglie di zucchero piatte e friabili, dai gusti più svariati come menta, vaniglia, lampone, garofano, cannella, ratafià e ribes, che si ottengono per miscelazione a freddo dello zucchero macinato a velo.<br />
Torinese è anche il lecca-lecca: grande, piatto e rotondo, sostenuto da una stecca, solitamente di forma esagonale, era detto anche Gianduja per la maschera che veniva raffigurata sul suo involucro ad annunciare il Carnevale.<br />
Ancora oggi si dice Caramelle di Torino per indicare un prodotto derivante dall’esperienza nella quale si sono confrontate più generazioni. </p>
<p>Fotografie gentilmente concesse da Aros Comunicazione
</p>
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		<title>Palazzo Farnese, dalle collezioni rinascimentali ad Ambasciata di Francia</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2011/02/23/palazzo-farnese-dalle-collezioni-rinascimentali-ad-ambasciata-di-francia/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 11:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liciof</dc:creator>
		
	<category>Arte italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[L’esposizione, nata dalla volontà di Jean-Marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia, è realizzata in collaborazione con il Ministero italiano dei Beni e delle Attività culturali, ed è curata dal Prof. Francesco Buranelli, Segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, e dall’Arch. Roberto Cecchi, Segretario generale del Ministero per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’esposizione, nata dalla volontà di Jean-Marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia, è realizzata in collaborazione con il <strong>Ministero italiano dei Beni e delle Attività culturali</strong>, ed è curata dal Prof. Francesco Buranelli, Segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, e dall’Arch. Roberto Cecchi, Segretario generale del Ministero per i Beni e le Attività culturali.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/Palazzo-Farnese.jpg" alt="Palazzo Farnese" /></center></p>
<p>L&#8217;idea di fondo che ha ispirato questa mostra è nata essenzialmente dal desiderio di <strong>aprire Palazzo Farnese, ora sede dell&#8217;Ambasciata di Francia, al pubblico</strong>.</p>
<p><a id="more-114"></a>All&#8217;interno del Palazzo <strong>sono stati raccolte opere d&#8217;arte che testimoniano i cinque secoli di storie che vi si sono intrecciate</strong>, a partire da quella di una famiglia ormai estinta, a cui sono succeduti dapprima i Borboni di Napoli, fino giungere, al giorno d&#8217;oggi, all&#8217;ambasciata e all&#8217;Ecole française de Rome. E per finire abbiamo la collezione Farnese: ecclesiastici, abili politici o grandi condottieri, i Farnese furono sempre anche importanti mecenati, che fecero di questo palazzo il &#8220;Museo del Mondo&#8221;.</p>
<p>Oltre 150 opere tra dipinti, statue, disegni, sculture, monete, arazzi e ceramiche, fanno rivivere cinque secoli dell’affascinante storia del Palazzo: dai fasti cinquecenteschi della famiglia Farnese, al periodo moderno, fino a questi ultimi 135 anni del Palazzo come sede dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Ecole française de Rome. Una significativa scelta di opere della collezione Farnese  è stata riportata nel luogo dove essa si formò grazie alla passione di questa famiglia.</p>
<p>La mostra può essere visitata, esclusivamente su prenotazione, fino al <strong>27 aprile 2011</strong>.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: 06.32810.
</p>
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		<title>Torino: dalla Porta dell’Inferno alla Porta dell’Infinito</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 12:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Arte italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da: Abbey School CiaoItaly di Torino.
Sito web: www.ciaoitaly-turin.com
Torino, prima capitale d’Italia, racchiude in sé il mistero e la magia. Sede di importanti musei, meraviglie artistiche, delizie culinarie, la città sabauda è stata meta dei più grandi esoterici fin dai tempi di Paracelso. 
Situato sul 45° parallelo, esattamente a metà dell’emisfero settentrionale, il capoluogo piemontese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da: Abbey School CiaoItaly di Torino.</p>
<p>Sito web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?abbeyita">www.ciaoitaly-turin.com</a></strong></p>
<p>Torino, prima capitale d’Italia, racchiude in sé il mistero e la magia. Sede di importanti musei, meraviglie artistiche, delizie culinarie, la città sabauda è stata meta dei più grandi esoterici fin dai tempi di Paracelso. </p>
<p>Situato sul 45° parallelo, esattamente a metà dell’emisfero settentrionale, il capoluogo piemontese ha sempre mantenuto la sua fama di città magica. Si dice, infatti, che sia collocato al vertice di due triangoli esoterici: quello bianco di Lione e Praga e quello nero di Londra e San Francisco. Sorge nel punto d’incontro di due fiumi, la Dora ed il Po che rappresentano, come il sole e la luna, la vita e la morte, la parte femminile e maschile del cosmo; cioè parti di uno stesso ciclo che esistono in funzione del loro opposto.</p>
<p>Il cuore nero della città è rappresentato da <strong>Piazza Statuto</strong> con la sua <strong>Fontana del Frejus</strong>, un monumento in pietra nera che ricorda le vittime dei lavori per la costruzione dell’omonimo traforo (1857-1871). Collocata in cima ad esso, la statua di un angelo pare essere allegoria della difficoltà della conquista della Vera Conoscenza da parte dell’uomo; ma si dice anche che la figura rappresenti l’immagine di Lucifero, l’angelo perduto in seguito alla sua ribellione verso Dio.<br />
<center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/angelo-fontana-frejus.jpg" alt="Angelo Fontana Frejus Torino" /> </center></p>
<p><a id="more-113"></a><br />
 A  ben guardare, nel piccolo giardino della piazza, si trova un tombino, che è considerato da molti la <em>Porta dell’Inferno</em>. Realtà e leggenda sembrano fondersi nella reputazione “infernale” dell’area che, oggi, è il centro dell’impianto fognario della città e che, fin dall’epoca romana, fu il luogo delle esecuzioni capitali. Il vicino <em>Corso Valdocco</em> prende addirittura il nome dal latino  <em>Vallis occisorum</em> (valle degli uccisi) che identificava  la zona con la sede di una grande necropoli. Forse ancora oggi sotto la piazza si trovano sepolti i corpi di coloro che furono giustiziati.</p>
<p>L’anima bianca della città si colloca, invece, in <strong>Piazza Castello</strong>, che costituisce il centro delle energie positive e benefiche. Il punto di massima positività si trova esattamente fra le <strong>statue dei due Dioscuri</strong>, i gemelli Castore e Polluce, che ornano la cancellata di <strong>Palazzo Reale</strong>. </p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/piazza-castello.jpg" alt="Piazza Castello Torino" /></center></p>
<p>Bisogna dirigersi, però, in <strong>Piazza Solferino</strong> per trovare la la <em>Porta dell’Infinito</em>. Al centro della piazza si trova, infatti, la <strong>Fontana delle Quattro Stagioni</strong>, nota anche come <strong>Fontana Angelica</strong>. Il monumento, costruito secondo le regole della Massoneria, si compone di quattro gruppi statuari ciascuno rappresentante una stagione dell’anno. Ai lati del monumento, siedono due figure femminili che sono allegoria della Primavera e dell’Estate, mentre al centro si trovano due figure maschili, l’Autunno e l’Inverno, che guardano rispettivamente ad Oriente e Occidente versando acqua da due otri. Lo spazio tra le due statue è ben delineato e sembra demarcare un immaginario portale: la <em>Porta dell’Infinito</em> che, contrapposta alla Fontana del Frejus, aprirebbe la via verso l’Eternità e l’Illuminazione. </p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/fontana-angelica.jpg" alt="Fontana Angelica Torino" /></center></p>
<p>Secondo l’interpretazione esoterica le due figure rappresenterebbero Jachin e Boaz, i sostenitori delle colonne d’Ercole, e secondo la simbologia massonica, i due principi fondamentali dell’uomo, le basi della Sapienza: Stabilità e Forza. La conoscenza sarebbe simboleggiata dall’acqua che i due personaggi versano. Uno degli otri, inoltre, ha la forma di un ariete che rimanda al mitico Vello d’oro inseguito dagli Argonauti che, nel significato alchemico, rappresenta il momento di trasformazione della materia in perfezione assoluta.
</p>
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		<title>Vinci un corso di italiano a Caorle (Venezia)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 13:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Lingua italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Redatto da Il Faro, Scuola di italiano a Caorle (vicino a Venezia).
Sito web: www.ilfarolingua.it
Se vi piace scrivere racconti e siete innamorati delle lingua e della cultura italiana, questa è la vostra grande occasione: potrete vincere un corso di lingua in Italia, nella bellissima località balneare di Caorle (Venezia).
Basta partecipare al concorso letterario indetto dal Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Redatto da Il Faro, Scuola di italiano a Caorle (vicino a Venezia).</p>
<p>Sito web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?faroita">www.ilfarolingua.it</a></strong></p>
<p>Se vi piace scrivere racconti e siete innamorati delle lingua e della cultura italiana, questa è la vostra grande occasione: potrete vincere un corso di lingua in Italia, nella bellissima località balneare di Caorle (Venezia).</p>
<p>Basta partecipare al concorso letterario indetto dal Centro di Lingua e Cultura Italiano Il Faro. Il tema dei racconti si ispira al libro di Italo Calvino Sotto il sole giaguaro.</p>
<p>Chi di voi ha letto questa raccolta di racconti ,si sarà sicuramente accorto che l’autore ha trattato solo tre sensi: l’olfatto con &#8220;Il nome il naso&#8221;, il gusto con &#8220;Sapore saperi&#8221; e l&#8217;udito con &#8220;Un re in ascolto&#8221;&#8230;dunque ne mancano due all’appello!</p>
<p>La sfida lanciata dal Faro, ai cultori della lingua italiana all’estero, è la seguente: scrivere un racconto che prenda con tema la vista e/o il tatto.</p>
<p>Gli autori dei due testi, giudicati più belli dal team del Faro, verranno premiati con un corso di lingua italianadi due settimane*, presso il centro di Caorle, nel corso dell’estate 2011. </p>
<p><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/dito-occhio.jpg" alt="Dito nell'occhio - win an italian course" /></p>
<p><a id="more-112"></a></p>
<p>I requisiti per partecipare sono:<br />
- essere maggiorenni<br />
- non essere di madrelingua italiana<br />
- non essere residente in Italia</p>
<p>Se volete tentare la sorte inviate un racconto, scritto in italiano, di massimo 1500 caratteri, con tema la vista o il tatto al seguente indirizzo: <a href="mailto:unditonellocchio@gmail.com">unditonellocchio@gmail.com</a> </p>
<p>Tutti i racconti saranno pubblicati sul <a href="http://unditonellocchioilfaro.blogspot.com/">blog &#8220;Un dito nell&#8217;occhio&#8221;</a>. </p>
<p>I vincitori saranno annunciati il 20 Dicembre 2010<br />
In bocca al lupo!</p>
<p>*Non sono inclusi le spese di soggiorno e di viaggio che sono a carico dei vincitori.<br />
Il corso si terrà all&#8217;interno del periodo che va dal 13 Giugno 2011 al 30 Settembre 2011</p>
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		<item>
		<title>TUSCAN WALKING FESTIVAL</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2010/09/28/tuscan-walking-festival/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 09:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>cultura italiana</category>
	<category>Natura in Italia</category>
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		<description><![CDATA[Siamo felici di presentare questo “Festival del Camminare”, che riesce ad unire il piacere di passeggiare con la cultura, la storia, il cibo, la musica all&#8217;interno di 6 Parchi Naturali della costa toscana.
Nei mesi di settembre e ottobre 2010 il Festival mette a disposizione un nutrito programma di passeggiate nel Parco Naturale di Migliarino San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo felici di presentare questo “Festival del Camminare”, che riesce ad unire il piacere di passeggiare con la cultura, la storia, il cibo, la musica all&#8217;interno di 6 Parchi Naturali della costa toscana.</p>
<p>Nei mesi di settembre e ottobre 2010 il Festival mette a disposizione un nutrito programma di passeggiate nel Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, che si estende su un territorio di circa 24.000 ettari nelle province di Pisa e Lucca.<br />
Sul territorio sono presenti ambienti costieri, boschivi e palustri di particolare interesse, con ampie spiagge, bellissime pinete, boschi misti, leccete e zone umide con molte piante rare. Tale varietà di habitat fa si che la zona sia popolata da una grande varietà di animali: animali acquatici, anfibi, rettili, trampolieri e mammiferi.</p>
<p><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/tuscany-walking-festival-web.jpg" alt="Festival del camminare in Toscana" /></p>
<p><a id="more-111"></a></p>
<p>Alcuni esempi di escursioni autunnali?<br />
Sabato 18 settembre si fa un viaggio nella memoria, tra racconti e testimonianze a Massaciuccoli e al suo lago; mentre domenica 19 settembre alla Tenuta di Tombolo si fa una visita guidata dall’oasi WWF dune di Tirrenia alla vecchia stazione del tram di Marina di Pisa.<br />
Sabato 25 settembre si cammina dalla Basilica di San Piero a Grado alla riserva della Cornacchiaia, con la dolce melodia di un concerto di musica popolare sul sentiero dei Tre Pini intorno alle 17.30. Domenica 26 settembre si replica l’escursione guidata a Massaciuccoli.<br />
Per il mese di ottobre, ideale per godersi la bellezza del paesaggio con le foglie che vanno a scolorare nei toni dell’arancione e del giallo, si inizia sabato 2 con un’escursione arricchita da una manifestazione equestre alla tenuta di San Rossore. Si va da Cascine Vecchie alle Lame degli Ontani, osservando la fauna selvatica. Domenica 3 ottobre si cammina nella riserva della Lecciona, da Viareggio a Torre del Lago. </p>
<p>Potete consultare il programma completo del Festival visitando il sito web, dotato di un motore di ricerca interno semplice ed efficace.</p>
<p>Website: <a href="http://www.tuscanywalkingfestival.it">www.tuscanywalkingfestival.it</a></p>
<p>Buone camminate!
</p>
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		<title>Cos’è il FAI (Fondo Ambiente Italiano)</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2010/08/31/cos%e2%80%99e-il-fai-fondo-ambiente-italiano/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Varie</category>
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		<description><![CDATA[Con questo post desideriamo segnalare le iniziative promosse dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Il Fai è una fondazione senza scopo di lucro che ha lo scopo di contribuire alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio d’arte e natura presente nel territorio italiano.  È nato nel 1975 grazie a un’idea di Elena Croce, figlia del grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo post desideriamo segnalare le iniziative promosse dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).<br />
Il Fai è una fondazione senza scopo di lucro che ha lo scopo di contribuire alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio d’arte e natura presente nel territorio italiano.  È nato nel 1975 grazie a un’idea di Elena Croce, figlia del grande filosofo Benedetto Croce, che desiderava realizzare in Italia qualcosa di simile al National Trust inglese.</p>
<p><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/fai-home-p.jpg" alt="Sito web FAI (Fondo Ambiente Italiano)" /></p>
<p><a id="more-110"></a></p>
<p>Di cosa si occupa il FAI in concreto?</p>
<p>Uno dei suoi compiti più importanti è quello dell&#8217;educazione e dell&#8217;istruzione della collettività alla difesa dell&#8217;ambiente e del patrimonio artistico e monumentale in Italia.<br />
Per raggiungere questo fondamentale obiettivo, il FAI da oltre 15 anni ha avviato un programma di proposte didattiche per le scuole.<br />
Ma l’attività educativa del FAI non si rivolge solo ai giovani; anche gli adulti sono coinvolti in questo processo di sensibilizzazione e conoscenza, attraverso l’organizzazione di incontri culturali e di corsi d’arte dedicati ogni anno a temi legati alla storia dell’arte italiana.</p>
<p>Un’altra attività fondamentale del FAI è quella di proteggere, restaurare, riaprire al pubblico e far tornare a vivere splendidi gioielli d&#8217;arte e natura del nostro Paese.  I Beni del FAI necessitano quotidianamente di cure e attenzioni per garantire nel tempo la loro corretta conservazione.</p>
<p>Facendosi portavoce degli interessi e delle istanze della società civile, il FAI vigila e interviene attivamente sul territorio in difesa del paesaggio e dei beni culturali italiani. Si occupa, infatti, del paesaggio a rischio e minacciato, raccogliendo appelli delle comunità locali, facendo segnalazioni alle Istituzioni, intervenendo direttamente laddove possibile.</p>
<p>Nel corso degli anni, le acquisizioni di Beni si sono succedute a un ritmo incalzante, tanto che oggi il FAI ha al suo attivo 45 Beni, di cui 21 regolarmente aperti al pubblico. Splendidi gioielli che, grazie alla Fondazione, oggi appartengono nuovamente all’Italia e a tutti noi !</p>
<p>Sito web: <a href="http://www.fondoambiente.it">www.fondoambiente.it</a></p>
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		<title>Meraviglioso Piemonte: la rassegna “Castelli aperti” !</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 09:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Arte italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Sintesi ideale di arte, cultura e paesaggio, le quindici Residenze Reali, riconosciute dall’Unesco “patrimonio dell’umanità” nel 1997, rappresentano una ricchezza artistica e culturale non soltanto per la regione, ma per l&#8217;intera Europa. 
In Piemonte tra castelli, forti, giardini, palazzi e ville è possibile scoprire un gran numero di itinerari e un territorio ricco di storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sintesi ideale di arte, cultura e paesaggio, <strong>le quindici Residenze Reali</strong>, riconosciute dall’Unesco “patrimonio dell’umanità” nel 1997, rappresentano una ricchezza artistica e culturale non soltanto per la regione, ma per l&#8217;intera Europa. </p>
<p>In Piemonte tra castelli, forti, giardini, palazzi e ville è possibile scoprire un gran numero di itinerari e un territorio ricco di storia e di cultura.<br />
<strong>La rassegna “Castelli aperti”</strong>, da aprile fino al mese di ottobre rende possibile la visita ad un centinaio di gioielli di architettura di epoche e stili differenti, comprese strutture solitamente di difficile accesso al pubblico.</p>
<p><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/castello-piemonte.jpg" alt="Castello Piemonte" /></p>
<p><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/residenza-reale.jpg" alt="Residenza Reale" /></p>
<p><a id="more-109"></a></p>
<p>In provincia di Alessandria esordisce il comune di Volpedo con l&#8217;itinerario dedicato a Pellizza da Volpedo.</p>
<p>Nell’Astigiano, entrano nel circuito nuovi castelli come Belveglio e molti Comuni hanno inserito itinerari di visita alla scoperta dei centri storici mentre Asti città si arricchisce della presenza del Museo Diocesano e di due nuovi percorsi storici artistici.</p>
<p>In provincia di Cuneo aderiscono per la prima volta il castello di Sanfrè, a Saluzzo la Castiglia, la torre Civica e il Giardino botanico di Villa Bricherasio. Nelle domeniche 18 aprile e 24 ottobre, visita straordinaria di tutte le strutture.</p>
<p>Link: <a href="http://www.castelliaperti.it/index.lasso">www.castelliaperti.it</a></p>
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		<title>Vivi l’Italia con noi in Puglia</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2010/03/10/vivi-l%e2%80%99italia-con-noi-in-puglia/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liciof</dc:creator>
		
	<category>Lingua italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Articolo redatto da L’Acanto, Scuola di italiano per stranieri a Mesagne - Puglia.
Sito web: www.lacanto.it
Trascorrere una vacanza studio in Puglia vuol dire immergersi in un paesaggio magico, quasi incontaminato e lontano dal turismo di massa, fatto di sabbia e roccia, di uliveti secolari e frutteti, di castelli e masserie, di cattedrali e trulli.
La Puglia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo redatto da L’Acanto, Scuola di italiano per stranieri a Mesagne - Puglia.</strong></p>
<p><strong>Sito web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?acantoita">www.lacanto.it</a></strong></p>
<p>Trascorrere una vacanza studio in Puglia vuol dire immergersi in un paesaggio magico, quasi incontaminato e lontano dal turismo di massa, fatto di sabbia e roccia, di uliveti secolari e frutteti, di castelli e masserie, di cattedrali e trulli.</p>
<p>La Puglia è una regione ricca di antiche cittadine dove i Romani, i Greci e altre civiltà ancora più antiche hanno lasciato tanta loro storia. E&#8217; come percorrere dal vivo le pagine dei libri di storia. Il folklore, la danza e la musica tanto coinvolgenti, insieme alla squisita cucina tipicamente mediterranea, sono altre caratteristiche della Puglia, che ti incuriosiranno da subito e che amerai per sempre.</p>
<p><img alt="paese" src="http://www.italyculture.it/wp-images/acanto-puglia-paese.jpg" /></p>
<p><a id="more-108"></a>La nostra scuola si trova nella città di <strong>Mesagne</strong> una tipica città del sud Italia, semplice, suggestiva, elegante, bella.</p>
<p>L&#8217;arte, la cultura, le antiche tradizioni e la storia la rendono particolare e unica nel suo genere. Una città che deve la sua ricchezza alla terra fertile, al vino pregiato, alla frutta gustosa, ai sapori mediterranei.</p>
<p>Una città protetta da ulivi secolari ma anche da nobili storie di cavalieri e re, tanto contesa nel tempo per la sua strategica posizione geografica. A metà strada tra la costa adriatica e ionica e le zone più interne della penisola salentina, un lembo di Puglia ricco di bellissime coste, natura incontaminata e tradizioni popolari con un&#8217;offerta turistica di eccezione.</p>
<p>Mesagne dista solo 68 km da Alberobello, 29 Ostuni, 96 km da Otranto, 120 km da SM di Leuca, 67 km da Gallipoli. Queste sono solo alcune delle mete più conosciute e apprezzate per la loro bellezza. In più c&#8217;è anche la possibilità di <strong>percorsi naturalistici</strong> in una riserva WWF a Torre Guaceto, distante 15 minuti da Mesagne.</p>
<p>A queste destinazioni si aggiunge la vicinanza dalle <strong>spiagge</strong> del mare Adriatico, 15 minuti di strada, e del mar Ionio, 45 minuti.</p>
<p>Le emozioni regalate dai percorsi artistici e naturalistici si completano con quelli del gusto e dei profumi della <strong>cucina mediterranea</strong>. Una cucina povera, ricca di estro, inventiva e di assoluta genuinità: pesce, verdure, olio di oliva, pane, taralli, frise, pasta fresca, prodotti caseari, vini e liquori da sperimentare visitando cantine, frantoi, masserie per degustare i prodotti tipici locali.</p>
<p>La musica e il ballo sono esperienze da non perdere nel <strong>Salento</strong>: suoni e canti popolari, di un passato da ricordare, da vivere, da raccontare. E&#8217; per questo che le feste di piazza sono espressione di un nuovo modo di comunicare, di stare insieme e di fare arte e cultura. La <strong>Pizzica Salentina</strong>, tipico ballo di queste zone, è la danza di chi vuole condividere le sue emozioni con gli altri, ed è apertura verso vecchi e nuovi linguaggi di popoli lontani e vicini.</p>
<p><img alt="ulivi" src="http://www.italyculture.it/wp-images/acanto-puglia-ulivi.jpg" /></p>
<p>In altre parole, studiare l&#8217;Italiano in Puglia all&#8217;Acanto vuol dire descrivere nel tuo diario di bordo un&#8217;esperienza emozionante alla quale guarderai sempre con affetto.</p>
<p>Se imparare l&#8217;italiano è prima di tutto un&#8217;esperienza di vita tra la gente, la Scuola l&#8217;Acanto è sicuramente il posto migliore per farlo!</p>
<p>Frequentare uno dei nostri corsi di Italiano in Puglia vuol dire sentirti a scuola come tra amici, interagire con docenti gioviali e simpatici ed al contempo molto professionali, per i quali insegnare significa non solo donare il loro sapere, ma anche imparare e conoscere nuove culture e storie dal mondo.</p>
<p>Chi sceglie l&#8217;Acanto troverà tutto questo e tanto altro ancora, allora perché indugiare? Vieni a scoprirci e a imparare l&#8217;italiano con noi, troverai il corso di Italiano giusto per te. L&#8217;Acanto ti aspetta!.</p>
<p><strong>Articolo redatto da <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?acantoita">L’Acanto</a>, scuola di italiano per stranieri a Mesagne - Puglia.</strong>
</p>
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		<title>La Pasqua nella città di  Sorrento</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2010/02/18/la-pasqua-nella-citta-di-sorrento/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 12:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liciof</dc:creator>
		
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Articolo redatto da Sorrento Lingue, scuola di italiano per stranieri a Sorrento.
Sito web: www.italianlanguagecenter.it
La Pasqua nella città di  Sorrento è un’emozione che ammanta tutti i sensi. I  colori, i profumi, gli odori ed i sapori di questa splendida terra  caratterizzano il soggiorno ad inizio primavera che decreta l’avvio della  stagione turistica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo redatto da Sorrento Lingue, scuola di italiano per stranieri a Sorrento.</p>
<p>Sito web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?sorrentoblog">www.italianlanguagecenter.it</a></strong></p>
<p>La Pasqua nella città di  Sorrento è un’emozione che ammanta tutti i sensi. I  colori, i profumi, gli odori ed i sapori di questa splendida terra  caratterizzano il soggiorno ad inizio primavera che decreta l’avvio della  stagione turistica, offrendo al gradito ospite infiniti spunti di riflessione e  piacere.<br />
Tutto sembra incastonato per permettere di apprezzare al meglio le  ricchezze ambientali, storiche e gastronomiche che la penisola Sorrentina sa  offrire. Si potrebbe iniziare descrivendo i riti della Settimana Santa, che in  Penisola Sorrentina sono realmente suggestivi.</p>
<p><img alt="Le processioni delle confraternite" src="http://www.italyculture.it/wp-images/pasqua-sorrento1.jpg" /></p>
<p><a id="more-107"></a>In particolare, le processioni delle confraternite. La leggenda di questi riti  tramanda che, al rientro nelle sedi delle <strong>confraternite,</strong> i cappucci sono  spesso bagnati dalla lacrime di chi li ha indossati durante il tragitto. Le voci  del Miserere cominciano le loro esercitazioni due mesi prima delle  <strong>processioni.</strong> I confratelli sono desiderosi di arrivare preparati al  momento in cui accompagnano con struggenti canti liturgici gli  <strong>incappucciati</strong> che, a loro volta, portano i lampioni e gli altri simboli  della <strong>Passione di Gesù</strong>: il bacile e la brocca con l’asciugatoio in cui  <strong>Pilato</strong> vilmente si lavò le mani, la borsa con il prezzo infame del  tradimento, il coltello di <strong>Pietro</strong> con l’orecchio staccato a <strong>Malco</strong>,  il gallo che con il suo canto ricordò a <strong>Pietro</strong> la sua triplice negazione,  la colonna con le funi con cui <strong>Cristo</strong> fu legato.</p>
<p>Non solo: anche gli scudisci, la corona di spine, la tunica e la canna con cui  <strong>Cristo</strong> fu deriso e acclamato Re dei Giudei, l’iscrizione della sua  condanna, i chiodi e le tenaglie per la<strong> crocifissione</strong>, la lancia che gli  squarciò il costato e, infine, la grande croce da cui pende il sudario. In tutti  questi particolari, curati con maniacale attenzione, c’è il poetico significato  attribuito dai sorrentini alle <strong>processioni</strong> a partire dal 1586, quando la  confraternita di San Catello, sorta in città verso la fine del ‘300, chiese  l’aggregazione <strong>all’Arciconfraternita romana “Morte ed Orazione”.</strong>  Sull’esempio di questa, “i confratelli assaccati di nero e con i lumi in mano”  cominciarono ad uscire in processioni non più il Giovedì (per la medioevale  visita ai “Sepolcri” nelle chiese), ma il Venerdì Santo, recando per i vari  monasteri della città il simulacro del <strong>Cristo Morto</strong> al canto del  Miserere.</p>
<p><img alt="I confratelli assaccati di nero" src="http://www.italyculture.it/wp-images/pasqua-sorrento2.jpg" /></p>
<p>Ma passare la Pasqua a Sorrento significa anche godere dei conosciutissimi  piatti della tradizione culinaria pasquale come la pastiera, il casatiello e la  lasagna.</p>
<p>Non dobbiamo ignorare la possibilità di trascorrere splendide giornate  passeggiando per il centro tra addobbi e vetrine decorate, degustando prodotti  tipici, ma anche facendo shopping. Per gli amanti dei sentieri naturalistici,  segnaliamo brevemente la stradina di Punta Campanella ed il mitico Sentiero  degli Dei. Ma sicuramente non possiamo tralasciare le escursioni in Costiera  Amalfitana, a Capri, Ischia, Pompei, Napoli ed il Vesuvio, tutti collegati a  Sorrento direttamente con i servizi pubblici.</p>
<p><strong>Articolo redatto da <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?sorrentoblog">Sorrento Lingue</a>, scuola di italiano per stranieri a Sorrento.</strong>
</p>
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		<title>Vivere il Carnevale in Toscana, Italia</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2010/02/02/vivere-il-carnevale-in-toscana/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 10:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liciof</dc:creator>
		
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Carnevale è da sempre la festa più pazza dell’anno e in Toscana non mancano certo le occasioni per lasciarsi trasportare nel clima goliardico e nell’allegria di questo momento speciale.
La Toscana vanta una tradizione eccezionale nel dare vita a sfilate e feste davvero spettacolari.  Ecco una breve rassegna delle principali feste di Carnevale in questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carnevale è da sempre la festa più pazza dell’anno e in Toscana non mancano certo le occasioni per lasciarsi trasportare nel clima goliardico e nell’allegria di questo momento speciale.</p>
<p>La Toscana vanta una tradizione eccezionale nel dare vita a sfilate e feste davvero spettacolari.  Ecco una breve rassegna delle principali feste di Carnevale in questa regione.<br />
<br />
<center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/carnevale-toscana.jpg" alt="Carnevale in Toscana Italia" /></center><br />
<a id="more-106"></a></p>
<p>Il Carnevale più conosciuto è sicuramente quello di Viareggio (Lucca) che, dal 1873, incendia la Versilia con una esplosione di allegria, di musica e di colori. I meravigliosi carri allegorici sfilano sui viali della città e ogni weekend la sera si balla in un rione diverso della città. Quest’anno il Carnevale di Viareggio si svolgerà il 31 gennaio, il 7, 14 , 16 e 21 febbraio.</p>
<p>Il Carnevale di Pietrasanta (Lucca) è più intimo: la sfilata delle maschere e dei carri allegorici si svolge nelle suggestive vie del centro storico.</p>
<p>A Santa Croce sull’Arno va in scena il carnevale più antico della provincia di Pisa (risale a circa un secolo fa). Il programma prevede quattro sfilate, organizzate da quattro gruppi storici: “Gli spensierati”, “Il Nuovo Astro” , “La Nuova Luna” , “La Lupa”.</p>
<p>A Vecchiano la sfilata allegorica è dedicata in primo luogo ai bambini, mentre a Piombino il Re del Carnevale è il pupazzo tradizionale Cicciolo, rappresentato come un ubriaco che viene bruciato in piazza la sera del martedì grasso.</p>
<p>Da non perdere il Carnevale della Maremma, che si svolge a Orbetello fino al 16 febbraio 2010 con il Carnevaletto da Tre Soldi.</p>
<p>Se pensate di trascorrere qualche giorno in Toscana vi consigliamo di cogliere almeno una di queste occasioni per trascorrere un Carnevale in allegria!
</p>
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