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	<title>ItalyCulture:</title>
	<link>http://it.italyculture.it</link>
	<description>Notizie, eventi e curiosità sull'Italia e la cultura italiana.</description>
	<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 09:01:55 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Quartieri di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 11:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Varie</category>
	<category>Arte italiana</category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato da Scuola Leonardo da Vinci
Sito Web: www.scuolaleonardo.com/it
Campo dei Fiori
Assolutamente da non perdere. Ne vale proprio la pena. Ma siate pronti ad affrontare una vera e propria folla, visto che non solo la piazza ma anche le vie dei dintorni sono molto frequentate, specialmente dai turisti. Di notte è uno dei luoghi di svago principali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblicato da Scuola Leonardo da Vinci</strong></p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.scuolaleonardo.com/it">www.scuolaleonardo.com/it</a></p>
<p><strong>Campo dei Fiori</strong></p>
<p>Assolutamente da non perdere. Ne vale proprio la pena. Ma siate pronti ad affrontare una vera e propria folla, visto che non solo la piazza ma anche le vie dei dintorni sono molto frequentate, specialmente dai turisti. Di notte è uno dei luoghi di svago principali per molti giovani italiani e stranieri. Al mattino la grande attrazione è il mercato all’aperto, dove si vendono fiori, frutta, verdura, abbigliamento, articoli per la casa, di tutto di più insomma. Per non parlare dei negozi che si affacciano sulla piazza, versione più rustica e popolare di quelli che si trovano nei pressi di Piazza di Spagna, ma altrettanto affascinanti e di gran qualità, come il mitico forno e la norcineria più raffinata di Roma. Visto che ci siete, date un’occhiata a Piazza Farnese, lì a due passi. Serena e maestosa come una regina, incorniciata dal palazzo che le dà il nome ed è sede dell’Ambasciata di Francia.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/fontana-trevi-roma.jpg" alt="Fontana di Trevi - Roma - Italia" /></center></p>
<p><a id="more-126"></a></p>
<p><strong>Pantheon / Campo Marzio</strong></p>
<p>Senza dubbio una delle aree più snob ed eleganti di Roma, ricca come poche altre di monumenti storici imperdibili, come il Pantheon, il Vittoriano, la Fontana di Trevi, Piazza Navona. Per non parlare delle piazzette, dove vi potete gustare un buon espresso in un bar gremito di italiani tirati a lucido, sempre attenti alle novità dell’ultima moda. Il fascino della zona è accentuato dal mix di persone che la frequentano quotidianamente, dal politico o l’uomo d’affari  in giacca e cravatta al turista in pantaloncini e maglietta che assapora un gustoso gelato. Un buon esempio è Piazza delle Coppelle, dove la mattina potete acquistare frutta e verdura in un delizioso mercato e la sera sedervi a tavola in un ristorante prestigioso. I bar e i locali più alla moda allietano le serate della zona, senza trasformarla in un luogo caotico e pericoloso, come il Bar della Pace e il Bar del Fico, a due passi da piazza Navona, dove ogni sera troverete la più bella gioventù italiana e straniera, che si dedica con passione allo sport favorito degli italiani, il corteggiamento.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/piazza-navona-roma.jpg" alt="Piazza Navona - Roma - Italia" /></center></p>
<p><strong>Popolo / Spagna</strong></p>
<p>Per quanto breve sia il vostro soggiorno a Roma, non potete non andarci. Impossibile non ammirare uno dei luoghi simbolo di Roma, la scalinata di piazza di Spagna, con sullo sfondo il lussureggiante parco di Villa Borghese, da cui potete godervi uno dei più bei paesaggi di Roma. E Piazza del Popolo, con le sue chiese gemelle, e le migliaia di persone sempre in movimento lungo le strade che da lì conducono al Campo Marzio. Siete tra i luoghi più belli della città, anzi del mondo. Palazzi con le facciate color pastello, pittoreschi negozi di fiorai, ristorantini romantici, cortili seminascosti. Non manca proprio nulla. E, se volete fare dello shopping, questa è decisamente la zona per voi, con via dei Condotti, per gli amanti dell’alta moda, e via del Corso, con i grandi magazzini di qualità, come i tre immensi negozi di Zara. Se passeggiate lungo il fiume, poi, vi imbatterete nell’Ara Pacis, dove antico e moderno convivono nel museo recentemente  allestito per ospitare il celebre capolavoro di età augustea.</p>
<p><strong>Trastevere</strong></p>
<p>Impossibile non smarrirsi tra le mille stradine della zona, incorniciate da palazzi ricoperti di edera e dalle facciate color rosso ambrato, letteralmente invase dalla folla attratta dai mille bar, caffè, ristoranti rustici, gelaterie e chi più ne ha più ne metta. Splendida la piazza di Santa Maria in Trastevere, decorata da una elegante fontana centrale e da una meravigliosa chiesa, la cui facciata emana riflessi dorati, quasi ad illuminare la piazza. Per quanto ormai ben conosciuta dai turisti, l’area rimane romana nello spirito e molte sono le persone del luogo che la frequentano abitualmente, specialmente giovani e in particolare all’ora di cena. Se non la si può considerare un’area da shopping, numerosi, invece, sono i ristoranti di ottima qualità, come Vizi Capitali, ottimo per il pesce, e i locali, come Freni e Frizioni, dove si può gustare un aperitivo, mentre si ammira lo ‘struscio’ serale. </p>
<p><strong>Prati / St. Peter </strong></p>
<p>Zona elegante, tranquilla e piacevole, squisitamente residenziale, con una via centrale dove fare shopping (Via Cola di Rienzo) a prezzi ragionevoli e alcuni ristorasti di eccellenza. Situata proprio alle spalle dello splendido Castel S. Angelo, Prati è un’opzione da prendere in considerazione e se gli alberghi del centro vi sembrano troppo costosi. Si mangia bene, vi si possono fare delle rilassanti passeggiate e, proprio nelle vicinanze, c’è San Pietro, un luogo da non perdere anche per i non cristiani. Di notte o di giorno, infatti, la basilica Vaticana è spettacolare come pochi altri luoghi al mondo. Fatta eccezione per Borgo Pio, però, dove risiedono ancora dei romani d’hoc, l’area vaticana è decisamente turistica e non è consigliabile né per mangiar bene né per fare acquisti.</p>
<p><strong>Monti</strong></p>
<p>Forse non avete mai sentito nominare Monti, ma è proprio dietro la iperturistica Via Nazionale e, nonostante ciò, rimane uno dei quartieri più affascinanti di Roma. Gli italiani che ci vivono sono per lo più giovani e alla moda come i negozi e i bar pieni di gente interessante e originale. Ottima la scelta di ristoranti etnici, anche se non mancano posti dove gustare la cucina romana più tradizionale, in ambienti eleganti e accoglienti. Poi, naturalmente, c’è il Colosseo, appena attraversata la strada e anche i Fori Imperiali e i Mercati Traianei sono vicini. Sebbene il quartiere sia piuttosto piccolo, ci si può trascorrere un intero pomeriggio a esplorare le sue librerie, i suoi locali e i suoi negozi d’abbigliamento.</p>
<p><strong>San Lorenzo</strong></p>
<p>Chi non sa che Roma è piena di storia ed eleganza? Ma se tutto ciò non vi interessa. Se non vi sentite attirati da Cavalli o Caravaggio, il luogo che fa per voi è San Lorenzo, giusto a pochi minuti dalla stazione Termini. La tipica zona universitaria, meta ideale per  i viaggiatori alternativi, che sono in cerca di energia, musica, vitalità e autenticità.  Anche se non è in cima alla lista dei luoghi da visitare, una puntata in quest’area può darvi molte soddisfazioni. Piena com’è di bar vivaci, negozi originali e trattorie a buon mercato. Frenetica, rumorosa, vera, e certamente piena di vita e colore. Questa è San Lorenzo.
</p>
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		<title>Immagini di Toscana: quante foto fra Siena e Montepulciano …</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 16:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Natura in Italia</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Il Sasso Scuola di Italiano.
Sito Web: www.ilsasso.com
Immagini di Toscana: quante foto fra Siena e Montepulciano …
Quando si prende la Strada delle Crete, scendendo da Siena verso sud, l’ultimo lembo di Toscana prima dell’Umbria, bisogna stare attenti. Ogni 100 metri, anche meno, c’è qualcuno che ha fermato la macchina , come ha potuto, sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da Il Sasso Scuola di Italiano.</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.ilsasso.com/ita/index.php">www.ilsasso.com</a></strong></p>
<p>Immagini di Toscana: quante foto fra Siena e Montepulciano …<br />
Quando si prende la Strada delle Crete, scendendo da Siena verso sud, l’ultimo lembo di Toscana prima dell’Umbria, bisogna stare attenti. Ogni 100 metri, anche meno, c’è qualcuno che ha fermato la macchina , come ha potuto, sulla destra o sulla sinistra, e sta facendo fotografie, proprio rapito, senza guardarsi intorno. </p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/tuscany1.jpg" alt="Toscana Val d'Orcia. La terra è pronta per la semina" /></center></p>
<p>Non è una novità che la Toscana sia percorsa per tutti i versi da turisti, viaggiatori e curiosi di tutto il mondo. Però, se ci si sofferma a pensarci, viene da domandarsi  se tutta questa voglia di portarsi a casa un pezzo di questa terra venga solo da una mania, diffusa,  di collezionare belle immagini o da una intuizione più profonda. <a id="more-125"></a></p>
<p>Portarsi a casa il ricordo di qualcosa che è diventato così bello perché,  consapevolmente, il popolo di questa terra, l’ha realizzato, protetto e curato. E allora tutto il paesaggio trasmette , fa sentire questo passato, che vive scolpito nelle sue curve, nelle sue colline, nei campi, negli olivi e nei cipressi che lo compongono. Già, i cipressi, che sono diventati  il simbolo di questa terra, anche se vengono dal Medio Oriente e svolgono ancora la funzione di portare un messaggio, indicare, celebrare.<br />
La strada delle Crete attraversa colline, morbide nella forma e aride nella materia, difficili da lavorare, con solo rari alberi asciutti e quelle case, grandi e ormai vuote, senza ombra, a fare da riferimento a chi vi cammina. I mutamenti stagionali del paesaggio sono improvvisi e pieni di forza. Dal grigio chiaro al marrone bruciato, al verde, al giallo del grano.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/tuscany2.jpg" alt="Toscana Val d'Orcia. Val d'Orcia. I cipressi vegliano sulla cappella" /></center></p>
<p>Alla fine di questa strada , ci si para davanti la città di Montepulciano. Sale ripida sulla collina e si distende in cima. Divide la Valdorcia che, in poche decine di chilometri, ci è diventata familiare da un’altra terra, la Valdichiana, tutta diversa, verde , che confina con laghi e montagne. Anche qui si continuano a scattare fotografie, stupiti di trovarsi in una dimensione così diversa. Sulle colline più alte, le città cinte di mura guardano ancora, come se dovessero proteggerlo, il loro territorio, che in piena autonomia, per secoli hanno amministrato. Questa terra è generosa, i suoi vigneti e oliveti sono tra quelli famosi al mondo. Qui la vita è più intensa e la campagna piena di case, che ricordano la densità della popolazione che ci viveva nel passato. Un passato però non lontanissimo. La Valdichiana ha compiuto da poco più di due secoli un’opera gigantesca,durata quasi quattrocento anni, la bonifica della palude che l’occupava tutta. Di nuovo un territorio che nasce da un progetto, da una sfida e dalla fatica umana. </p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/tuscany3.jpg" alt="Toscana Val di Chiana, terra generosa" /></center></p>
<p>I laghi che la delimitano sono i resti di questo grande spazio umido . Anche questo territorio trasmette sensazioni, informazioni e coinvolge chi l’attraversa, perché non è solo natura ma è storia di donne e uomini, della loro tenacia e della loro creatività.<br />
Forse è questo che sentono quelli che non possono fare a meno di mettere nello zaino virtuale delle proprie esperienze le immagini di questa parte della Toscana. Vale la pena di passare di qui lentamente, con gli occhi aperti e le orecchie tese, si può farlo in tanti modi, basta rifiutare la superficialità e dimenticarsi la fretta che normalmente ci accompagna.</p>
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		<title>&#8220;Avere le mani bucate&#8221;</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2012/12/13/avere-le-mani-bucate/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 17:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Lingua italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Istituto Galilei di Firenze.
Sito Web: www.galilei.it
&#8220;Avere le mani bucate&#8221;
Cosa significa questa espressione italiana?
Le persone a cui piace fare shopping e che alla fine della giornata non sono in grado di ricordare come e dove hanno speso tutti i soldi, hanno proprio le “mani bucate”, che significa letteralmente avere i buchi nelle mani.

Ovviamente è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da Istituto Galilei di Firenze.</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?galileita">www.galilei.it</a></strong></p>
<p>&#8220;Avere le mani bucate&#8221;<br />
Cosa significa questa espressione italiana?<br />
Le persone a cui piace fare shopping e che alla fine della giornata non sono in grado di ricordare come e dove hanno speso tutti i soldi, hanno proprio le “mani bucate”, che significa letteralmente avere i buchi nelle mani.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/italianslang.jpg" alt="Galilei slang" /></center></p>
<p>Ovviamente è un modo di dire, una espressione colloquiale usata <a id="more-123"></a> per definire una persona che spende molto e con facilità senza esserne consapevole. Siccome in questo periodo a Firenze iniziano gli sconti, fate attenzione ai buchi nelle vostre mani! Potreste spendere tutti i vostri soldi in vestiti ed accessori…<br />
La lingua italiana è piena di modi di dire, che possono essere compresi bene solo da chi conosce bene la lingua in tutte le sue forme. Per questo è importante seguire un corso di italiano in una buona scuola in Italia. A presto.
</p>
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		<title>FIRENZE, IERI E OGGI</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2012/11/10/firenze-ieri-e-oggi/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2012 10:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Varie</category>
	<category>Arte italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Scuola Leonardo da Vinci di Firenze.
Sito Web: http://www.scuolaleonardo.com/it/imparare-italiano-Firenze.html
Firenze è conosciuta nel mondo intero come la culla del Rinascimento, dove qui è nato e si è sviluppato: la città è ovunque caratterizzata da quello straordinario sviluppo letterario, artistico e scientifico che ebbe luogo nel XIV-XVI secoli. Qui vissero ed operarono artisti, pensatori, letterati, scienziati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da Scuola Leonardo da Vinci di Firenze.</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.scuolaleonardo.com/it/imparare-italiano-Firenze.html">http://www.scuolaleonardo.com/it/imparare-italiano-Firenze.html</a></strong></p>
<p>Firenze è conosciuta nel mondo intero come la culla del Rinascimento, dove qui è nato e si è sviluppato: la città è ovunque caratterizzata da quello straordinario sviluppo letterario, artistico e scientifico che ebbe luogo nel XIV-XVI secoli. Qui vissero ed operarono artisti, pensatori, letterati, scienziati di fama mondiale, come Leonardo da Vinci, che qui creò i suoi capolavori tra cui la Gioconda, e tra i tanti Michelangelo, Raffaello, Sandro Botticelli, Niccolò Machiavelli, Filippo Brunelleschi, Galileo Galilei.<br />
Firenze è oggi universalmente riconosciuta come città dell’Arte, con un inestimabile patrimonio di architetture, dipinti, sculture che la rendono di fatto un pulsante museo diffuso.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/firenze2.jpg" alt="Firenze Uffizi" /></center></p>
<p>Il cuore di Firenze è Piazza della Signoria col maestoso Palazzo Vecchio, con la Loggia dei Lanzi, ricca di capolavori scultorei, e la vicina Galleria degli Uffizi, uno dei musei d’arte più rinomati al mondo. <a id="more-122"></a><br />
E sempre nella piazza hanno luogo caffè storici, quali il bar Rivoire, famoso per la sua cioccolata calda  e per essere il preferito dall’attrice francese Catherine Deneuve nei suoi soggiorni fiorentini. </p>
<p>Poco distante si trova la cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la maestosa cupola opera del Brunelleschi, la più grande mai costruita che, ai tempi del Granducato di Toscana, si diceva che con la sua ombra arrivasse a coprire tutta la Toscana! Di lato all’enorme Duomo si erge il campanile di Giotto, uno dei più belli d’Italia, e di fronte il Battistero di San Giovanni, con le celebri porte bronzee tra le quali spicca la dorata porta del Paradiso.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/firenze1.jpg" alt="Duomo di Firenze" /></center></p>
<p>Il centro di Firenze con le sue centinaia di attività commerciali è un paradiso per lo shopping e lo svago, dalle eleganti boutique d’alta moda e i caffè storici ai vivaci mercati storici all’aperto, oltre che ad ospitare numerosissimi locali notturni, discoteche, american-bar, lounge-bar e luoghi d’incontro per aperitivi o ricchi apericena.</p>
<p>Firenze conta diverse attività storiche come i caffè concerto, punti di ritrovo per artisti, letterati e uomini di cultura, tra i quali i Futuristi ed i Macchiaioli, che si davano appuntamento al caffè Le Giubbe rosse, in piazza della Repubblica, salotto buono degli intellettuali e degli artisti.<br />
E dal 2011 anche Firenze ha il proprio Hard Rock Café.</p>
<p>Ma non dimentichiamo che oltre all’immenso patrimonio artistico culturale, qui è nata la lingua italiana. Firenze non ha infatti mai avuto un vero e proprio dialetto, ma un passaggio dalla lingua latina al volgare.<br />
Il vernacolo fiorentino è la lingua da cui è nato il moderno italiano, scelto soprattutto per il prestigio culturale di cui era portatore. Il fiorentino illustre era infatti la lingua nella quale scrissero Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati fra i due massimi scrittori italiani, e soprattutto il più grande poeta nazionale Dante Alighieri che scrisse la Divina Commedia in volgare fiorentino. Questo era la lingua colta della città di Frenze, stimata per la sua prosperità culturale lungo i secoli e la sua splendida architettura.</p>
<p>Anche la musica ricopre un’importanza storica. Infatti, essa vede una sua prima importante manifestazione nella Camerata fiorentina che, nella metà del XVI secolo, metteva in scena favole dell’antica Grecia accompagnate dalla musica, dando così vita alle prime opere. Dalla camerata nacque infatti a Firenze il melodramma antesignano dell’opera, con la rappresentazione de La favola di Dafne nel 1594 a Palazzo Corsi-Tuornabuoni.<br />
La famiglia dei Medici, signori di Firenze, fu talmente colpita dall&#8217;opera da commissionare a Peri l&#8217;opera Euridice per essere rappresentata in occasione del matrimonio di Maria de&#8217; Medici con Enrico IV nel 1600. </p>
<p>Firenze vanta oggi una delle più prestigiose orchestre del mondo, la celeberrima Orchestra del Maggio Musicale, diretta dal maestro Zubin Metha ed un nuovo splendido Teatro Comunale.</p>
<p>Anche la moda italiana ha avuto qui le sue origini, scalzando la supremazia dell’haute couture francese.<br />
ll 12 Febbraio 1951 una sfilata organizzata dal nobile fiorentino Giovanni Battista Giorgini (1898-1971) nelle sale del suo aristocratico palazzo entusiasma giornalisti e buyer americani: è la nascita della moda italiana.<br />
Il Comune di Firenze, dimostrando allora una lungimiranza di cui la città gli è ancor oggi grata, accorda al Giorgini l’utilizzo degli ambienti di Palazzo Pitti per le sfilate negli anni seguenti, ed è da questa concessione che nasce e si rinnova annualmente Pitti-uomo, Pitti immagine, Pitti-tessuti ecc., e la città si trasforma in un cantiere di vita, spettacolo ed eccentricità in ogni suo angolo.</p>
<p>Da non dimenticare anche il suo patrimonio enogastronomico!<br />
In sintesi la cucina fiorentina è caratterizzata da quattro elementi fondamentali: il pane toscano, piatto, senza sale, ben cotto con una crosta croccante e un interno leggero, l’olio extravergine d’oliva, la carne alla griglia, la cui regina è la bistecca alla fiorentina ed infine l’eccellente vino Chianti.</p>
<p>I molti giardini, le tante recezioni sportive, le colline circostanti, le sagre ed il continuo flusso di studenti stranieri, ne fanno meta ideale per un soggiorno-studio, grazie anche al suo clima, in qualsiasi periodo dell’anno.</p>
<p>Firenze: una città unica, una città da vedere, una città da vivere per giovani e maturi di ogni età!!!
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Orizzonti Siciliani ovvero siciliando l&#8217;orizzonte</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2012/10/15/120/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 17:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Varie</category>
	<category>cultura italiana</category>
	<category>Natura in Italia</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Babilonia – Centro di lingua e cultura italiana – Taormina, Sicilia
Sito Web: http://www.babilonia.it
Siete mai stati in un posto, dove l’orizzonte è sempre visibile?
Io ci vivo, e sebbene l’orizzonte sia soltanto una linea immaginaria per i più, il “mio” è davvero concreto, magnifico.

Io vivo su un’isola e si chiama Sicilia. Ha il sapore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da Babilonia – Centro di lingua e cultura italiana – Taormina, Sicilia</strong></p>
<p><strong>Sito Web: <a href="http://www.babilonia.it">http://www.babilonia.it</a></strong></p>
<p>Siete mai stati in un posto, dove l’orizzonte è sempre visibile?<br />
Io ci vivo, e sebbene l’orizzonte sia soltanto una linea immaginaria per i più, il “mio” è davvero concreto, magnifico.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/sicilia1.jpg" alt="Sicily" /></center></p>
<p>Io vivo su un’isola e si chiama Sicilia. Ha il sapore del mare, l’odore del sole e i colori del vulcano. Su questa terra meravigliosa, i cui cibi straordinari sono stati decantati fin dall’antichità dai poeti dell’Antica Roma. <a id="more-120"></a></p>
<p>Hanno espresso la loro arte e la loro creatività geni come Archimede, Filippo Juvarra o Antonello da Messina. Basterebbe toccare le pietre di Morgantina facendo scivolare la loro polvere fra le dita… Provateci, perché non si tratterebbe di polvere, ma di storia. Roger Peyrefitte nel 1952 nel Du Vèsuve à l’Etna ha scritto che “nessuna isola erge sull’orizzonte della nostra civiltà una fronte più radiosa della Sicilia. Essa punta verso tre continenti e ne sintetizza le caratteristiche. Tre volte, nel corso dei secoli, fu il più fulgido centro del mondo mediterraneo”.<br />
Quello che vorrei raccontare è la possibilità che la Sicilia “può” come punto di osservazione rispetto al mondo, e per fare questo ho bisogno dell’orizzonte.<br />
L’orizzonte è una linea immaginaria che divide Cielo e Terra, come dire ciò che è visibile da quello che non lo è. Una linea impossibile da raggiungere, una separazione di elementi verso la quale puoi solo tendere, e più ti avvicini a essa, più questa si allontana. E guardare verso l’orizzonte ha sempre rappresentato una potenzialità per l’uomo, sia come preludio a una scoperta, sia come difesa da un potenziale nemico in avvicinamento. La Sicilia contiene in sé queste caratteristiche, poiché offre la vista dell’orizzonte senza sforzo, senza ricerca alcuna. Il territorio e la stessa conformazione dell’isola ne fanno un luogo privilegiato, paragonabile a una di quelle torri di avvistamento costruite nell’antichità, o come le vedette sul punto più alto delle navi, in attesa di scorgere terre lontane e sconosciute.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/sicilia3.jpg" alt="Sicily" /></center></p>
<p>Volete qualche esempio? Avete mai assistito all’incontro fra due mari? Se soltanto riusciste ad arrivare su quella lingua di sabbia che è Isola delle Correnti, avreste modo di vedere come il vento riesca ad agitare il Mar Mediterraneo lasciando placido e tranquillo lo Jonio, o viceversa. O l’orizzonte magico che si gode dai crateri dell’Etna, dove Empedocle perse la vita cercando di spingersi verso un altro orizzonte: la Scienza. O ancora, la roccia bianca e abbagliante di Scala dei Turchi che precipita in un mare azzurro e cristallino.. Potreste sedervi lì e immaginare un popolo che tocca terra..<br />
Nell’introduzione alla Metafisica, Aristotele sostiene che la vista è il senso più importante perché ci permette di capire il mondo. Se Aristotele avesse ragione, bisognerebbe chiedersi se la mancata possibilità di vedere l’orizzonte non abbia un qualche legame con la mancata capacità di accettare il nuovo, il diverso, tendere e spingersi verso ciò che non conosciamo, e riuscire a farlo in maniera rilassata, mai contratta o intrisa di paura.<br />
Questa riflessione mi ha portato a pensare a quei luoghi dove ho vissuto e nei quali l’orizzonte non era mai visibile. Non ne faccio certo una questione di “panorama” o “veduta”, assolutamente no, ma di emozioni, sì.<br />
La chiusura alla vista e la convergenza dei palazzi e delle costruzioni riflettevano quasi specularmente l’atteggiamento delle popolazioni di quei territori nei confronti dello straniero, del diverso o semplicemente di ciò che era nuovo o non si conosceva abbastanza. Lo sguardo intriso di sospetto e diffidenza, in fondo, non causano forse gli stessi spasmi muscolari che ci accompagnano quando cerchiamo qualcosa che i nostri occhi non riescono a trovare?<br />
 Più in generale, penso agli spazi che occupiamo alla ricerca di un significato e alla predisposizione che abbiamo nel riconoscerci in ciò che osserviamo. L’orizzonte è una linea che separa, ma dentro di sé contiene anche un avvicinamento a un confine, a una porta.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/sicilia5.jpg" alt="Sicily" /></center></p>
<p>Riconosco di non poter sigillare questa mia teoria dentro una scatola con sopra scritto “teoria scientifica”. Immagino invece che l’etichetta più giusta da apporre sia quella di “inguaribile romantica”, ma mi piace pensare che il luogo in cui viviamo, i colori che lo caratterizzano e le ampie vedute alle quali possiamo prestare lo sguardo tentando di abbracciarne l’immensità siano molto più di una semplice scenografia del nostro quotidiano o un comodo sfondo per una cartolina e una foto ricordo.</p>
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		<title>LE MILLE LUCI DI MILANO</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 11:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Varie</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Scuola Leonardo da Vinci di Milano.
Sito Web: http://www.scuolaleonardo.com/it/imparare-italiano-Milano.html
Milano è una delle città più famose d’Italia, conosciuta in tutto il mondo come sinonimo di moda, design, business e vita notturna.
La capitale del nord Italia offre un’inconfondibile ed eccezionale atmosfera internazione e cosmopolita, è una città unica dove tradizione e le nuove tendenze convivono armoniosamente.
Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da Scuola Leonardo da Vinci di Milano.</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.scuolaleonardo.com/it/imparare-italiano-Milano.html">http://www.scuolaleonardo.com/it/imparare-italiano-Milano.html</a></strong></p>
<p>Milano è una delle città più famose d’Italia, conosciuta in tutto il mondo come sinonimo di moda, design, business e vita notturna.<br />
La capitale del nord Italia offre un’inconfondibile ed eccezionale atmosfera internazione e cosmopolita, è una città unica dove tradizione e le nuove tendenze convivono armoniosamente.<br />
Milano, metropoli eclettica che non dorme mai, nella quale il lato romantico dei Navigli, costruiti nel XIII secolo, si incontra e si scontra con la creatività e la frenesia del quartiere della moda e dell’economia. </p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/milano4.jpg" alt="Milano streets" /></center></p>
<p>Ma Milano è anche la città della grande architettura monumentale; basti guardare la Cattedrale del Duomo, una delle più belle e maestose chiese in stile gotiche d’Europa oppure il Castello Sforzesco, ex dimora degli Sforza, signori di Milano. <a id="more-119"></a><br />
E ancora Milano è Leonardo da Vinci, con l’indimenticabile Ultima Cena e con gli straordinari disegni delle sue creazioni gelosamente conservati presso il Museo della Scienza e della Tecnica. La Scala è uno dei teatri d’opera più famosi d’Europa, dove i migliori cantanti e ballerini si sono esibiti almeno una volta.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/milano2.jpg" alt="Milano streets" /></center></p>
<p>Vedere per credere. E’ possibile assaporare le mille sfaccettature di Milano anche in un sol giorno. Passeggiando per le vie del centro rimarrete incantanti dal maestoso Duomo e potrete visitare una delle tante esposizioni d’arte ospitate nel Palazzo Reale o nel nuovissimo Museo del ‘900. Tra una mostra e l’altra perché non rinfrescarsi con un milanesissimo aperitivo presso lo storico Camparino Bar (aperto dal 1915) o al più esclusivo DesignCafè della Triennale.</p>
<p>Se volete godervi la città da un’altra prospettiva non perdetevi la terrazza panoramica della Torre Branca (costruita nel 1933) o se preferite la buona cucina italiana, scegliete un ristorante della zona di Brera. Per terminare al meglio la serata vi consigliamo uno dei tanti locali di Corso Como.</p>
<p>Imperdibile per coloro che vogliono vivere davvero la capitale della moda è un pomeriggio di “shopping selvaggio”.<br />
Via Montenapoleone, Via della Spiga, le strade più chic che evocano i brand più famosi del mondo come Gucci, Cavalli e Valentino.<br />
Altre aree interessanti per fare acquisti sono Corso Buenos Aires, Via Torino e Corso Vittorio Emanuele.</p>
<p>Milano è, naturalmente, una delle capitali della moda insieme a Londra, Parigi e New York e ospita ogni anno tre  edizioni della Settimane della Moda. In quei giorni, la città è affollata di modelli, giornalisti e appassionati di moda. Ma per chi ama andare controtendenza, Milano vi sorprenderà con piccoli negozi vintage, mercatini dell’usato e botteghe di antiquariato disseminati per la città, in particolare nell’area dei Navigli.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/milano1.jpg" alt="Milano streets" /></center></p>
<p>Milano è anche sinonimo di economia e lavoro: la città è il nucleo di importanti fiere commerciali internazionali come il Salone del Mobile, Macef, Smau, che vengono ospitate nella nuova costruzione Polo Fiera Milano, progettata dal famoso architetto Massimiliano Fuksas. Durante l&#8217;estate questo luogo versatile si trasforma in arena per i più grandi festival di musica rock, come il Rock in IdRho e l&#8217;Heineken Jammin Festival.</p>
<p>Infine, Milano è famosa tra gli appassionati di calcio grazie allo Stadio Meazza San Siro, sede di Milan AC e Inter FC, due squadre di fama mondiale che attraggono tifosi da tutto il mondo.<br />
Vi resta solo da decidere da dove cominciare a coprire le mille luci di Milano!
</p>
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		<title>Ferrara Buskers Festival</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2012 14:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Arte italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Il Ferrara Buskers Festival, è la più grande manifestazione al mondo dedicata all’arte di strada. Nasce nel 1988 con l’intento di valorizzare la figura del musicista di strada e per far conoscere Ferrara, una città ricca di storia e fascino.
Per i tantissimi spettatori, provenienti da tutta Italia e dall’estero, il Festival è un entusiasmante giro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ferrara Buskers Festival, è la più grande manifestazione al mondo dedicata all’arte di strada. Nasce nel 1988 con l’intento di valorizzare la figura del musicista di strada e per far conoscere Ferrara, una città ricca di storia e fascino.<br />
Per i tantissimi spettatori, provenienti da tutta Italia e dall’estero, il Festival è un entusiasmante giro intorno al mondo alla ricerca di sonorità familiari ed esotiche, è un’appassionante caccia al tesoro per scoprire gli strumenti più originali, le performance più fantasiose, i costumi più appariscenti. Ed è, soprattutto, un’infinita festa mobile, che si muove in mille direzioni, capace di riservare sorprese ad ogni angolo: un fiume di allegria, di suggestioni, di stupore, che invade strade e piazze di Ferrara con uno dei centri storici più belli d’Italia.<a id="more-117"></a><br />
I protagonisti del Festival sono i buskers, artisti girovaghi che, nella loro attività quotidiana, cercano di regalare un po’ di poesia e buonumore, a persone spesso distratte e indaffarate. La misura del loro gradimento sta nella capacità di guadagnarsi l’attenzione di questo pubblico che non è ancora tale e di riempire il cappello di segni tangibili di apprezzamento.<br />
Gli artisti del Ferrara Buskers Festival non percepiscono compensi, anche se tra di loro vi sono spesso apprezzati professionisti dell’arte di strada. Perciò la generosità degli spettatori, nel coinvolgersi e nel dare, viene molto apprezzata.</p>
<p>Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.ferrarabuskers.com/en/">http://www.ferrarabuskers.com/en/</a></p>
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		<title>I mercati di Padova</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 15:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liciof</dc:creator>
		
	<category>Varie</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Istituto Linguistico Bertrand Russel - Padova.
Sito Web: www.bertrand-russell.it 
Che cos’è quel rumore di festa in fondo alla strada, verso le piazze? E quel miscuglio di odori che inonda il centro città? La risposta e’ nelle radici della storia italiana, nel vecchio mestiere di vendere, nel piacere di scegliere: c’è il mercato. Anzi, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto da <strong>Istituto Linguistico Bertrand Russel</strong> - <strong>Padova</strong>.</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?bertrandita">www.bertrand-russell.it </a></p>
<p>Che cos’è quel rumore di festa in fondo alla strada, verso le piazze? E quel miscuglio di odori che inonda il centro città? La risposta e’ nelle radici della storia italiana, nel vecchio mestiere di vendere, nel piacere di scegliere: c’è il mercato. Anzi, <strong>i mercati di Padova</strong>.<br />
La polvere alzata dai carretti carichi di frutta e verdura, le urla dei venditori, il groviglio di biciclette incastrate tra le vie medievali.</p>
<p>Un paradosso temporale, per le vetrine delle maggiori case di moda, per i bar che si sfidano nella rincorsa alla contemporaneità. Le Piazze padovane ospitano ogni mattina, da secoli, questo contrasto. Simile a un bazar mediorientale, il mercato rinasce ogni giorno al limite settentrionale del Mediterraneo. Un piccolo assaggio di Oriente nel Nordest italiano, accanto a una delle <strong>Università più antiche e prestigiose d’Europa</strong>, a pochi chilometri da Venezia e dai suoi porti.</p>
<p>E’ Padova, che nel suo centro storico racchiude odori, sapori e immagini di secoli di storia, studi e viaggi. Due piazze dai nomi antichi ma chiari, <strong>Piazza dei Frutti</strong> e delle <strong>Erbe</strong>, separate dalla mole del <strong>Palazzo della Ragione</strong>, e <strong>Piazza dei Signori</strong> appena accanto, dominano ancora la vita del centro storico cittadino.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/Piazza-dei-Signori-orologio.jpg" /></center><br />
<a id="more-116"></a></p>
<p>Ogni giorno, tranne la domenica, danno vita a un rito millenario e ancora modernissimo: il mercato. Con le sue bancarelle piene di prodotti freschi, che ogni giorno fin dalle prime luci del mattino compiono il loro tragitto a bordo di minuscoli camioncini, Piazza delle Erbe si riempe di colori e gusti di stagione: qui si vendono la frutta e la verdura.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/Piazza-delle-erbe.jpg" /></center></p>
<p>Dall’altra parte del Palazzo della Ragione, Piazza della Frutta ospita le merci, capi di vestiario e accessori di moda.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/piazza-della-frutta.jpg" /></center></p>
<p>A fianco, all’ombra del Palazzo dell’Orologio, piazza dei Signori mescola vestiti e piante, libri antichi e utensili da cucina.</p>
<p>Tutto questo, da secoli, e’ il “Gran Bazar” di Padova, un’ordinata confusione unica al mondo e immutabile. E dentro, in mezzo alle piazze, il Palazzo della Ragione certo non sta a guardare. I padovani lo hanno soprannominato “il Salone”, per l’estensione e il senso di comodità che comunica. Qui ci sono carni di ogni tipo, il pesce fresco e il pane. Sotto gli archi duecenteschi del Palazzo si affollano i clienti, ognuno seguendo l’intuito o la fiducia che lo lega a quel preciso negozio, che non cambierebbe per nulla al mondo, e per il quale e’ disposto a stare anche mezz’ora in coda, incurante del fatto che il banco accanto, apparentemente, sembra offrire gli stessi prodotti.</p>
<p>La piazza continua in questo modo la sua utilità originaria, e vecchia di millenni. Agorà greca, foro romano, le piazze padovane: sembrano concetti molto piu’ vicini di quanto affermino i millenni trascorsi. “<em>Ora bisogna bere</em>”, dicevano gli antichi Romani, fondatori di Padova piu’ di 2000 anni fa. Sembra che questo motto valga ancora, sia per il vino, lo spritz e gli aperitivi, sia per tutto quello che si può comprare da mangiare. E il cibo non e’ solo materia prima. Il pesce dei porti vicini, <strong>Venezia </strong>e <strong>Chioggia</strong>, viene cucinato e servito da una bancarella di Piazza della Frutta, rossa e tanto piccola quanto grande e’ la sorpresa per il gusto perfetto dei suoi calamari o del polpo bollito. Anziane signore discutono dei guai della politica mentre gli studenti passano di corsa, o si rilassano confondendosi con il rumore dei mercanti. La mattina sta per finire, le bancarelle in meno di un’ora saranno scomparse ad una velocità impensabile. Restano gli odori e le piazze vuote di prodotti e piene di gente, pronte a ospitare la vita studentesca alla sera, e per ricominciare il bazar il giorno successivo.
</p>
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		<title>Torino&#8230; dolce Torino</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2011/11/22/torino-dolce-torino/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 16:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
		
	<category>Cucina italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Abbey School CiaoItaly - Torino.
Sito Web: www.ciaoitaly-turin.com
Giandujotto,Bicerin&#8230; sono tante le specialità che renderanno Torino “terribilmente deliziosa”. Passeggiando per i viali della “piccola Parigi” non potrete fare a meno di gustare bevande al cioccolato, piccola pasticceria e autentiche leccornie, la cui ricetta si tramanda da intere generazioni.

Simbolo internazionale della pralineria torinese e piemontese, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scritto da Abbey School CiaoItaly - Torino.</p>
<p>Sito Web: <a href="http://www.it-schools.com/cgi-bin/click/t.cgi?abbeyita">www.ciaoitaly-turin.com</a></strong></p>
<p><em>Giandujotto,Bicerin</em>&#8230; sono tante le specialità che renderanno Torino “terribilmente deliziosa”. Passeggiando per i viali della “piccola Parigi” non potrete fare a meno di gustare bevande al cioccolato, piccola pasticceria e autentiche leccornie, la cui ricetta si tramanda da intere generazioni.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/bicerin1.jpg" /></center></p>
<p>Simbolo internazionale della pralineria torinese e piemontese, il <em>Giandujotto</em> è un cioccolatino dalla classica forma a spicchio, “tagliato a mano” con le “coltelle”. Fatto con cioccolato al latte e con la “Tonda Gentile”,  nocciola tipica delle Langhe, nasce all’inizio dell’Ottocento grazie alla sperimentazione di una nuova apparecchiatura che – impastando cacao, vaniglia, acqua e zucchero – permetteva di trasformare la cioccolata in tavolette solide. Primo cioccolatino a essere incartato, porta il nome di Gianduja, mitica maschera torinese, poiché fu immesso sul mercato nel 1865 in occasione del Carnevale. </p>
<p><a id="more-115"></a></p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/gianduiotto.jpg" alt="Gianduiotti di Torino" /></center><br />
Fotografia gentilmente concessa da Aros Comunicazione</p>
<p><em>Giacometta</em>, specialità torinese che prende il nome dalla compagna di Gianduja, è una crema fatta con nocciole tostate, cacao o cioccolato fondente, zucchero, vaniglia naturale e latte, che si può anche trovare chiara, con cioccolato bianco o solo latte, oppure bicolore, chiara e scura.</p>
<p>Il cioccolato è protagonista di altre due ghiottonerie tipicamente torinesi: il Bicerin e il Marocchino.</p>
<p>Il primo, che vanta appassionati famosi come Alexandre Dumas, Pablo Picasso ed Ernest Hemingway, che lo inserì fra le cento cose del mondo che avrebbe salvato, è una bevanda calda che viene servita in un bicerin (piccolo bicchiere in Piemontese) da cui deriva il nome.<br />
Ottenuto da una ricetta segreta, è il risultato di una particolare miscela di cacao, caffè e latte intero, che viene preparata all’istante e le cui proporzioni possono cambiare secondo il gusto. Per un ottimo bicerin, la selezione delle materie prime e la lavorazione del cacao sono la fase più delicata, il caffè e il fior di latte si preparano ancora con l’antico metodo e gli ingredienti vengono uniti caldi e lasciati riposare alcuni minuti prima di essere serviti.<br />
Anche chiamato Bicerin &#8216;d Cavour, con riferimento al fatto che il grande uomo di stato subalpino, artefice dell’Unità d’Italia e primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia, ne fosse molto goloso, era di conforto negli inverni freddi e di aiuto alla fatica mentale. </p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/bicerin.jpg" /></center></p>
<p>Caffè, una spolverata di cacao dolce in polvere, schiuma di latte e ancora altro cacao: questa è la ricetta del <em>Marocchino</em>, bevanda calda servita esclusivamente a Torino. Quando lo ordinate, ricordate di chiedere semplicemente un &#8220;marocchino&#8221; e non un &#8220;caffè marocchino&#8221; poiché deriva dal celebre Bicerin.<br />
Nato con l&#8217;avvento delle moderne macchine per il caffè a pressione, non è un banale cappuccino in piccolo con aggiunta di cacao, ma un dolce, elaborato e cremoso, il cui nome deriva dal Marocco, un tipo di pelle usata come fascia per cappelli molto di moda negli anni Trenta, di color marroncino chiaro, proprio come quello della bevanda.</p>
<p>Una leggenda invece tramanda le origini di una delle creme più popolari della tradizione torinese e piemontese, da bere o da gustare al cucchiaio: lo Zabaione o <em>Zabaglione</em> (&#8217;L Sanbajon).<br />
Si narra che fu Fra&#8217; Pasquale de Baylon (1540-1592), del Terzo Ordine dei Francescani, che si trovava a Torino per svolgere un apostolato, a inventarla per caso, unendo uova e zucchero al vino di Cipro per migliorarne il sapore.<br />
Si dice che la consigliasse in confessionale alle sue penitenti più sconsolate per dare forza e vigore ai consorti e che le donne torinesi, entusiaste, si scambiassero e consigliassero la ricetta per beneficiare del miracolo del Santo, il cui nome, in dialetto torinese, fu subito abbreviato in San Bajon (o=u). Nacque così a Torino &#8216;L Sanbajon, in seguito italianizzato in Zabaione o Zabaglione.<br />
Santificato nel 1680 da Papa Alessandro VIII, dal 1722 San Pasquale de Baylon è il Santo Protettore di tutti i Cuochi del mondo. La sua festa è il 17 maggio ed è venerato in Torino nella chiesa di San Tommaso in Via Pietro Micca. Un suo ritratto è collocato nel coro della Chiesa del Monte dei Cappuccini a Torino.<br />
Lo Zabaione, vanto della pasticceria torinese e ingrediente di alcuni tipi di Bignole, ha varcato i confini sabaudi e col tempo è diventato famoso in tutto il mondo. Negli anni Cinquanta, diede origine in Italia a noti liquori, come il Vov e lo Zabov.<br />
Ultime, ma non per bontà, sono le <em>caramelle di Torino</em>.<br />
Non tutti sanno che la parola caramella è uno squisito dono piemontese alla lingua italiana (se avesse prevalso il Toscano, oggi diremmo “pasticca”, da pasticceria).<br />
Anticamente bastoncini di zucchero di canna chiamati in latino canna mellis, bastoncino di miele, da cui deriva la parola spagnola caramel, italianizzata caramella, a partire da metà Ottocento fu a Torino che venne messa a punto la loro lavorazione, diventando con la nascita dell’industria un prodotto di largo consumo.<br />
Tipicamente torinesi sono le multicolori pastiglie di zucchero piatte e friabili, dai gusti più svariati come menta, vaniglia, lampone, garofano, cannella, ratafià e ribes, che si ottengono per miscelazione a freddo dello zucchero macinato a velo.<br />
Torinese è anche il lecca-lecca: grande, piatto e rotondo, sostenuto da una stecca, solitamente di forma esagonale, era detto anche Gianduja per la maschera che veniva raffigurata sul suo involucro ad annunciare il Carnevale.<br />
Ancora oggi si dice Caramelle di Torino per indicare un prodotto derivante dall’esperienza nella quale si sono confrontate più generazioni. </p>
<p>Fotografie gentilmente concesse da Aros Comunicazione
</p>
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		<title>Palazzo Farnese, dalle collezioni rinascimentali ad Ambasciata di Francia</title>
		<link>http://it.italyculture.it/2011/02/23/palazzo-farnese-dalle-collezioni-rinascimentali-ad-ambasciata-di-francia/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 11:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Liciof</dc:creator>
		
	<category>Arte italiana</category>
	<category>cultura italiana</category>
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		<description><![CDATA[L’esposizione, nata dalla volontà di Jean-Marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia, è realizzata in collaborazione con il Ministero italiano dei Beni e delle Attività culturali, ed è curata dal Prof. Francesco Buranelli, Segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, e dall’Arch. Roberto Cecchi, Segretario generale del Ministero per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’esposizione, nata dalla volontà di Jean-Marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia, è realizzata in collaborazione con il <strong>Ministero italiano dei Beni e delle Attività culturali</strong>, ed è curata dal Prof. Francesco Buranelli, Segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, e dall’Arch. Roberto Cecchi, Segretario generale del Ministero per i Beni e le Attività culturali.</p>
<p><center><img src="http://www.italyculture.it/wp-images/Palazzo-Farnese.jpg" alt="Palazzo Farnese" /></center></p>
<p>L&#8217;idea di fondo che ha ispirato questa mostra è nata essenzialmente dal desiderio di <strong>aprire Palazzo Farnese, ora sede dell&#8217;Ambasciata di Francia, al pubblico</strong>.</p>
<p><a id="more-114"></a>All&#8217;interno del Palazzo <strong>sono stati raccolte opere d&#8217;arte che testimoniano i cinque secoli di storie che vi si sono intrecciate</strong>, a partire da quella di una famiglia ormai estinta, a cui sono succeduti dapprima i Borboni di Napoli, fino giungere, al giorno d&#8217;oggi, all&#8217;ambasciata e all&#8217;Ecole française de Rome. E per finire abbiamo la collezione Farnese: ecclesiastici, abili politici o grandi condottieri, i Farnese furono sempre anche importanti mecenati, che fecero di questo palazzo il &#8220;Museo del Mondo&#8221;.</p>
<p>Oltre 150 opere tra dipinti, statue, disegni, sculture, monete, arazzi e ceramiche, fanno rivivere cinque secoli dell’affascinante storia del Palazzo: dai fasti cinquecenteschi della famiglia Farnese, al periodo moderno, fino a questi ultimi 135 anni del Palazzo come sede dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Ecole française de Rome. Una significativa scelta di opere della collezione Farnese  è stata riportata nel luogo dove essa si formò grazie alla passione di questa famiglia.</p>
<p>La mostra può essere visitata, esclusivamente su prenotazione, fino al <strong>27 aprile 2011</strong>.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: 06.32810.
</p>
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