La Pasqua nella città di Sorrento
18 Febbraio 2010Totale visualizzazioni: 1217
Articolo redatto da Sorrento Lingue, scuola di italiano per stranieri a Sorrento.
Sito web: www.italianlanguagecenter.it
La Pasqua nella città di Sorrento è un’emozione che ammanta tutti i sensi. I colori, i profumi, gli odori ed i sapori di questa splendida terra caratterizzano il soggiorno ad inizio primavera che decreta l’avvio della stagione turistica, offrendo al gradito ospite infiniti spunti di riflessione e piacere.
Tutto sembra incastonato per permettere di apprezzare al meglio le ricchezze ambientali, storiche e gastronomiche che la penisola Sorrentina sa offrire. Si potrebbe iniziare descrivendo i riti della Settimana Santa, che in Penisola Sorrentina sono realmente suggestivi.

In particolare, le processioni delle confraternite. La leggenda di questi riti tramanda che, al rientro nelle sedi delle confraternite, i cappucci sono spesso bagnati dalla lacrime di chi li ha indossati durante il tragitto. Le voci del Miserere cominciano le loro esercitazioni due mesi prima delle processioni. I confratelli sono desiderosi di arrivare preparati al momento in cui accompagnano con struggenti canti liturgici gli incappucciati che, a loro volta, portano i lampioni e gli altri simboli della Passione di Gesù: il bacile e la brocca con l’asciugatoio in cui Pilato vilmente si lavò le mani, la borsa con il prezzo infame del tradimento, il coltello di Pietro con l’orecchio staccato a Malco, il gallo che con il suo canto ricordò a Pietro la sua triplice negazione, la colonna con le funi con cui Cristo fu legato.
Non solo: anche gli scudisci, la corona di spine, la tunica e la canna con cui Cristo fu deriso e acclamato Re dei Giudei, l’iscrizione della sua condanna, i chiodi e le tenaglie per la crocifissione, la lancia che gli squarciò il costato e, infine, la grande croce da cui pende il sudario. In tutti questi particolari, curati con maniacale attenzione, c’è il poetico significato attribuito dai sorrentini alle processioni a partire dal 1586, quando la confraternita di San Catello, sorta in città verso la fine del ‘300, chiese l’aggregazione all’Arciconfraternita romana “Morte ed Orazione”. Sull’esempio di questa, “i confratelli assaccati di nero e con i lumi in mano” cominciarono ad uscire in processioni non più il Giovedì (per la medioevale visita ai “Sepolcri” nelle chiese), ma il Venerdì Santo, recando per i vari monasteri della città il simulacro del Cristo Morto al canto del Miserere.

Ma passare la Pasqua a Sorrento significa anche godere dei conosciutissimi piatti della tradizione culinaria pasquale come la pastiera, il casatiello e la lasagna.
Non dobbiamo ignorare la possibilità di trascorrere splendide giornate passeggiando per il centro tra addobbi e vetrine decorate, degustando prodotti tipici, ma anche facendo shopping. Per gli amanti dei sentieri naturalistici, segnaliamo brevemente la stradina di Punta Campanella ed il mitico Sentiero degli Dei. Ma sicuramente non possiamo tralasciare le escursioni in Costiera Amalfitana, a Capri, Ischia, Pompei, Napoli ed il Vesuvio, tutti collegati a Sorrento direttamente con i servizi pubblici.
Articolo redatto da Sorrento Lingue, scuola di italiano per stranieri a Sorrento.







